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Idrogeno verde: la grande scommessa della ripresa economica (www.rinnovabili.it)

Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), ha dichiarato che l’idrogeno verde è “pronto per il suo grande momento”, invitando i governi a incanalare i loro investimenti per la ripresa in quella che è considerata l’alternativa pulita e più efficace ai combustibili fossili.

L’idea dell’idrogeno come combustibile sostenibile per i veicoli e gli impianti energetici è stata argomento di discussione sin dagli anni ’70. Tuttavia, il maggior problema è stato, già da allora, il costo della sua produzione, che non ne permette un uso su scala commerciale. Nonostante questo, da sempre i sostenitori dell’idrogeno verde hanno affermato che gli investimenti nelle infrastrutture, così come una maggiore domanda da parte dei trasporti, delle reti del gas e dell’industria, ne avrebbero potuto ridurre i costi.

Alcuni paesi, tra cui Paesi Bassi, Australia e Portogallo, hanno già iniziato a investire in questa tecnologia. Ora, durante la crisi pandemica, investitori e imprese stanno spingendo affinché anche l’Unione Europea definisca un piano di recupero post-crisi per sostenere l’idrogeno verde in settori come il trasporto e l’industria pesante.

Secondo esperti, politici ed imprenditori, è giunta l’ora di puntare tutto sull’idrogeno verde

Se oggi la maggior parte dell’idrogeno viene estratto dal gas naturale, attraverso un processo che produce emissioni di carbonio, esiste la possibilità di produrre una versione “verde” del combustibile attraverso l’elettrolisi. Questa tecnica, se diffusa su scala commerciale, rappresenta per gli esperti il ‘sacro graal’ dell’energia rinnovabile. 

“L’idrogeno verde potrebbe risolvere molti problemi. L’interesse politico per questa fonte è dovuto alla possibilità di raggiungere allo stesso tempo una grande efficienza energetica e la decarbonizzazione“, 

ha sottolineato Jesse Scott, consulente del think tank Agora Energiewende.

Nell’ultimo anno, diversi governi, tra cui quello tedesco, inglese, australiano e giapponese, hanno annunciato strategie per la produzione di idrogeno. L’Australia ha già stanziato 191 milioni di dollari e il Portogallo prevede di costruire un impianto di produzione di idrogeno mediante elettrolisi a energia solare entro il 2023. I Paesi Bassi hanno presentato una strategia sull’idrogeno alla fine di marzo, delineando piani per 500 megawatt (MW) di capacità entro il 2025.Ma anche il mondo delle istituzioni europee pare si stia muovendo in questa direzione. Thierry Breton, commissario per il mercato interno e i servizi, questa settimana ha incontrato on line alcune aziende di produzione di idrogeno per discutere i piani di ripresa dell’euroblocco. 

“Potremmo usare la circostanza del coronavirus, in cui saranno necessari un sacco di soldi pubblici per il sistema energetico, per andare avanti verso un’economia dell’idrogeno“,

 ha affermato Diederik Samsom, capo di gabinetto sul clima della Commissione Europea.

Infatti, sebbene un grave svantaggio dell’idrogeno verde sia la richiesta di una grande quantità di elettricità rinnovabile per la sua produzione, la buona notizia è che i prezzi delle energie pulite sono fortemente diminuiti negli ultimi anni. Quindi, il calo dei costi delle energie rinnovabili, insieme ad un aumento della domanda, potrebbe ridurre il prezzo dell’idrogeno da 6 dollari al kg a 1,7 dollari al kg entro il 2050. Inoltre, un aumento dei prezzi del mercato del carbonio potrebbe essere un importante incoraggiamento…continua

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Posted by alexoo

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