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Stati Uniti e Cina: se saltano gli accordi commerciali Bitcoin potrebbe di nuovo crollare

Tensioni commerciali fra Stati Uniti e Cina, a rischio il prezzo BTC

Stati Uniti e Cina: se saltano gli accordi commerciali Bitcoin potrebbe di nuovo crollare

Si rianimano gli asti tra Cina e Stati Uniti per le tariffe sulle merci provenienti dall’oriente. In questa guerra aperta da sempre,nel 2018 gli andamenti di Bitcoin (BTC) subirono un crollo del 31%, ovvero da $8537 a .

Gli accordi raggiunti a gennaio sono previsti da parte di Pechino acquisti di beni e servizi provenienti dagli USA del valore pari a 210 miliardi di dollari. Al contempo Washington s’impegna alla riduzione delle tariffe sui beni di origine cinese.

A seguito dell’epidemia da COVID-19 e il fermo delle catene di distribuzione internazionali questi accordi si sono complicati a tal punto che Donald Trump ha fatto intendere che i responsabili principali di questo disastro epidemiologico sia stato causato dalla Cina e che il virus sia stato diffuso per intralciare gli accordi siglati.

“La Cina mi ha molto deluso. Non avrebbero mai dovuto lasciare che ciò accadesse. Ho fatto un ottimo affare, ma ora non è più la stessa cosa…

L’inchiostro si era appena asciugato quando è arrivata l’epidemia. Non è più la stessa cosa.

Abbiamo molte informazioni, e non sono buone. Che derivi da un laboratorio o da pipistrelli, proviene comunque dalla Cina e loro avrebbero dovuto fermarlo. Avrebbero potuto fermarlo alla fonte, ma ne hanno perso il controllo.”

Prove concrete sono in possesso del segretario di Stato degli Stato Uniti, Mike Pompeo, che dimostrano la provenienza del virus situato in uno laboratorio di Wuhan.

L’OMS (organizzazione mondiale della sanità) aveva affermato che il virus si era formato all’interno di pipistrelli e non modificato dall’uomo.

Mercato a rischio crollo

I dissapori fra le due nazioni potrebbero ulteriormente ripercuotersi sull’economia digitale, considerando che Tehter (USDT) detiene una fetta importante del mercato cinese potrebbe innescare una contrazione del prezzo di Bitcoin (BTC) notevole.

La Cina è il principale mercato di Tether

Stando a un resoconto pubblicato a metà 2019 da Diar, nel secondo trimestre dello scorso anno la Cina ha rappresentato il 62% dell’intero afflusso on-chain di Tether.

In particolare, Diar aveva dichiarato:

“I dati forniti a Diar dalla società di analisi delle blockchain Chainalysis evidenzia la portata della domanda di Tether in Cina, con oltre 16 miliardi di dollari ricevuti dagli exchange operanti in quel mercato nel 2018.

Quest’anno [prima metà del 2019, quando venne pubblicato il resoconto] è già stata superata l’incredibile cifra di 10 miliardi di dollari, ponendo le basi per l’anno più grande di sempre.”

Il trading di criptovalute in Cina è illegale, ma nonostante tutto gli investitori ne rappresentano un grossa percentuale dell’intero mercato Bitcoin (BTC). Se questi inasprimenti tra Cina e USA dovessero continuare, gli stessi investitori si dirigerebbero verso asset ad alto rischio come titoli azionari e Bitcoin potrebbe addirittura andare in picchiata.

Le tensioni geopolitiche sui dati storici, già in un passato non troppo lontano ci suggerisce gli effetti negativi sul prezzo Bitcoin.

Se dovessimo andare in contro ad una rottura sugli accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina le conseguenze avrebbero ripercussioni anche sui mercati azionari americani.

Il fallimento delle piccole e medie imprese che non potranno più acquistare materiali e prodotti a basso costo dall’Oriente, spingerebbe gli investitori a cercare beni di rifugio e di lunga durata meno rischiosi di Bitcoin.

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Scritto da vitaminah

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