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Superbonus, il cappotto termico deve essere antincendio (www.ediltecnico.it)

Attenzione ai materiali utilizzati per intervenire sull’involucro dell’edificio e della facciata; devono rispettare la norma di prevenzione incendi in vigore dal 6 maggio 2019

Uno dei 3 macro-interventi che prevedono il Superbonus al 110% riguarda la coibentazione dell’edificio (con riduzione di due classi di consumo energetico). Si può parlare quindi di cappotto termico o di soluzioni alternative (>> leggi: Ecobonus 110%, come intervenire sul cappotto termico).

Attenzione però alle classi di reazione al fuoco dei materiali che compongono il cappotto termico e alla propagazione dell’incendio attraverso la facciata. È infatti recente l’emanazione di una normativa antincendio (in vigore dal 6 maggio 2019), che bisognerà tenere a mente nel caso si vogliano intraprendere lavori di coibentazione dell’edificio.

Vediamo quali accorgimenti progettuali si possono adottare per ostacolare la propagazione di un eventuale incendio attraverso la facciata, rimandando ovviamente nelle prescrizioni per l’ottenimento del Superbonus.

Superbonus, il cappotto termico deve essere antincendio

Il riferimento normativo che prescrive l’obbligo di progettare l’involucro soffermandosi sulle cosiddette misure di protezione passiva deriva dal Dm dell’Interno del 25 gennaio 2019, con il quale sono state aggiornate ed integrate le norme tecniche antincendio degli edifici di civile abitazione, risalenti al 1987.

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Cosa prescrive il DM per cappotto e facciate?

Il documento è in vigore dal 6 maggio 2019, e obbliga i progettisti a prestare la massima attenzione alla sicurezza antincendio delle facciate dei condomìni soggetti ai controlli di prevenzione incendi. Attenzione, queste regole valgono sia per gli edifici di nuova costruzione, sia gli interventi sull’esistente che comportano il rifacimento di oltre la metà della superficie complessiva delle facciate.

Perché un condominio sia soggetto al controllo di prevenzione incendio, deve avere un’altezza antincendio superiore a 24 metri. (>> Per capire meglio l’argomento: Antincendio, sì alla regola tecnica per condomini).

Per altezza antincendio si intende l’altezza massima misurata dal livello inferiore dell’apertura più alta dell’ultimo piano abitabile e/o agibile (vanno escluse le aperture dei vani tecnici) al livello del piano esterno più basso (generalmente la strada).

Se questa condizione e se l’intervento di coibentazione termica incide su almeno il 50% della superficie complessiva delle facciate che compongono l’edificio, allora i progettisti devono perseguire tre obiettivi.

    Evitare che la propagazione dell’incendio per mezzo dell’involucro edilizio vada a compromettere le compartimentazioni;

    Limitare il rischio di propagazione, all’interno dell’edificio, di fiamme originatesi all’esterno;

    Scongiurare il rischio che in caso di incendio parti della facciata possano cadere compromettendo l’esodo e la sicurezza dei soccorritori.

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    Come ottenerlo? Tutte le regole

Cosa si deve fare?

Bisogna prestare molta attenzione ai materiali utilizzati e alla conformazione della facciata, compresi il posizionamento delle aperture e la presenza di eventuali cavità verticali nell’involucro.

Sarebbe opportuno seguire la Guida tecnica per le facciate degli edifici civili, valida per edifici di altezza antincendio superiore a 12 metri… >> scopri di più

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