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Cosa continene il nuovo "decreto agosto" (www.ilpost.it)

Una delle cose di cui si era più parlato in vista dell’approvazione del decreto era il “blocco dei licenziamenti”, che era stato introdotto dal governo nelle settimane peggiori dell’emergenza coronavirus e che i sindacati chiedevano di prorogare ancora per diversi mesi. 

Intorno al blocco dei licenziamenti c’era stato un acceso dibattito, perché in molti ritengono che l’impossibilità di licenziare sia dannosa per l’economia, perché impedisce alle aziende di adattarsi alle nuove condizioni del mercato. Il decreto prevede che il blocco dei licenziamenti resti valido per le aziende che utilizzano la cassa integrazione speciale istituita per l’emergenza coronavirus (che è stata prorogata per altre 18 settimane) o altri sgravi contributivi introdotti in questi mesi.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “decreto agosto”, un decreto legge che contiene diverse misure collegate all’emergenza coronavirus, con un valore complessivo di 25 miliardi di euro. Il decreto è stato approvato «salvo intese tecniche»: significa che non tutti i provvedimenti sono stati messi a punto e che per alcuni di loro ci sono solo accordi di massima.

Il decreto è intervenuto anche per chiarire come debbano essere pagate tasse e contributi che erano stati sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio a causa del lockdown. La prima scadenza per il pagamento degli arretrati è rimasta al 16 settembre, entro cui dovrà essere pagato il 50 per cento del dovuto, ma è stato stabilito che i restanti pagamenti potranno essere fatti in 24 rate. Per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti che operano in regime forfettario (che si applica se i ricavi non superano i 65.000 euro all’anno) è stato inoltre previsto il rinvio ad aprile 2021 degli acconti sulle tasse dovuti a novembre 2020, ma dovrà essere dimostrato un calo del fatturato di almeno il 33 per cento nel primo semestre del 2020 rispetto al 2019.

Per continuare a sostenere il settore della ristorazione è stato introdotto un contributo a fondo perduto per le attività che tra marzo e giugno abbiano avuto un calo del fatturato di almeno il 25 per cento rispetto al 2019: il contributo minimo è di 2.500 euro ma potrà essere usato solo per l’acquisto di beni alimentari prodotti in Italia. Sono stati stanziati inoltre 400 milioni di euro per un fondo dedicato alle attività dei centri storici che a giugno abbiano avuto un calo del fatturato di almeno il 50 per cento rispetto all’anno precedente. È stato inoltre prorogato al 31 dicembre – e solo per le attività danneggiate dalla crisi – l’esonero del pagamento delle tasse per l’occupazione degli spazi pubblici (TOSAP) e del canone per l’occupazione delle aree pubbliche (COSAP).

Si era anche parlato di un rimborso del 20 per cento della spesa per i clienti dei ristoranti, ma la misura non è stata adottata. Sono stati invece stanziati 1,75 miliardi di euro per il rimborso parziale di acquisti fatti in modalità elettronica: è il cosiddetto “cashback”, che prevede un rimborso istantaneo al cliente che non paga in contanti, ma sarà utilizzabile solo a partire dal 2021…Scopri di più dal bottone “VEDI POSTO LINK” in alto☝️☝️☝️.

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