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MILANO DEVE ESSERE SEDE AGENZIA BREVETTI EUROPEA

A seguito della Brexit, una delle due future sezioni specializzate del “Tribunale Europeo Unificato dei Brevetti” (TUB) dovrebbe essere trasferita da Londra, dove era stata inizialmente programmata la sua sede, ad una città dell’Unione Europea. Amsterdam e Parigi hanno già avanzato la propria candidatura, malgrado ambedue le città abbiano ottenuto rispettivamente la sede dell’ EMA ( Agenzia europea per il farmaco ) la prima  è la sede dell EBA (Autorità Bancaria europea) la seconda. Il governo italiano invece sta tergiversando da mesi sulla scelta della città da candidare. All’interno della maggioranza infatti ci sarebbe chi, come il PD, vorrebbe Milano come candidata e chi come i 5s, che vorrebbe invece  candidare Torino.il rischio e chiaramente quello che questa attesa possa inevitabilmente danneggiare sia l’una che l ‘altra. Sicuramente su questo situazione di grave impasse del governo, non agevola un atteggiamento piuttosto attendista della stessa amministrazione comunale meneghina, che non pare troppo interessata alla possibilità che Milano sostituisca Londra quale sede di una delle due sezioni specializzate del TUB; ciò anche per le seguenti ragioni. Ma sicuramente Milano appare fra le due città, essere quella ad avere maggiori chance di farcela contro le due temibili contendenti sia per il suo maggiore peso economico sia per la sua maggiore vocazione internazionale e sia per la sua maggiore propensione ad attuare investimenti e ad essere il principale motore di Brevetti e di start up in genere del paese. E si che la partita apparirebbe quanto mai aperta per il nostro paese,  considerando che l’Italia è diventata ora – a seguito della Brexit – il terzo Stato europeo per numero di brevetti dopo Germania e Francia. Inoltre Milano e rimasta scottata dalla scelta di Amsterdam all’ultimo voto per la sede appunto della sede dell EMA. Quindi una sorta di compensazione sarebbe auspicabile  prevedibile soprattutto se ad arrivare fino in fondo fossero di nuovo le due città. Anche perché il contesto italiano è rimasto finora complessivamente escluso dalla struttura brevettuale europea; in tale assai negativa situazione per il nostro Paese – considerata l’enorme importanza strategica della brevettazione per l’economia e lo sviluppo di un territorio – l’Italia ha ormai già perso negli anni passati la “battaglia linguistica” per ottenere che il futuro “brevetto unitario” europeo sia scritto anche italiano, oppure almeno soltanto in inglese ma non anche in francese e tedesco (come è invece stato stabilito in sede comunitaria);Come per l’agenzia del farmaco, anche il TUB porterebbe un notevole indotto non solo economico ma anche culturale alla comunità milanese (e lombarda) in generale;Ma il tempo stringe. Mancano, infatti, 18 giorni alla riunione in cui i rappresentanti dei Paesi Ue decideranno dove spostare la sede che doveva sorgere a Londra: Parigi e Amsterdam hanno formalizzato la candidatura, Farnesina e Governo ancora no.e francamente questo fatto appare grave e inspiegabile considerando che alla base di ciò ci sarebbe una mera questione di campanilismo, che appare quantomai fuori luogo e nocivo. Tutte le parti in cause dovrebbero convogliare in fretta e senza più indugi sulla candidatura di Milano. Una ulteriore attesa determinerebbe il rischio di perdere oltre al prestigio di avere una simile sede territorio italiano, anche un’occasione di indotto – stimata dalla Commissione Ue (dati di alcuni anni fa) – sino a 300 milioni di euro l’anno a regime. E anche quello che non si vede: rafforzamento e nuove sedi di studi legali specializzati, sinergie e consulenze con il Politecnico e i poli universitari

In un recente post su Facebook Fontana si è così espresso:”Il Governo non favorisce il nord e soprattutto ignora il suo comparto produttivo e dalla forte innovazione. Gli Stati Ue tra soli 18 giorni valuteranno le candidature per l’assegnazione della sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, decisione dovuta a causa della Brexit non potrà più vedere Londra come sede”. E ha aggiunto: “Nonostante da oltre due anni Milano abbia palesato in tutti i modi la volontà e la capacità infrastrutturale di accogliere la sede del Tribunale Europeo dei Brevetti, al momento le uniche candidature pervenute sui tavoli europei sono quelle di Parigi e Amsterdam. Sia Palazzo Chigi che la Farnesina ancora non hanno attivato le procedure per la candidatura, questo è grave”. Ma dalle parti di Palazzo Marino e dal governo non è arrivato nessun segnale in questo senso. 

Ancora più duro e stato l’eurodeputato milanese di Fdi Carlo Fidanza che ha invitato le istituzioni a darsi una mossa spiegando che “Milano ha tutte le carte in regola per prendere questo treno: ha manifestato più volte la sua volontà, ha una notevole capacità infrastrutturale, vanta una forte vocazione ed è molto competitiva. Eppure Conte e il suo esecutivo continuano a perdere tempo, mentre nel frattempo Parigi e Amsterdam hanno presentato le proprie candidature ufficiali. Ricordiamo che Milano è la città nella quale si registra la maggior parte dei brevetti italiani, oltre a ospitare un tessuto industriale all’avanguardia nei settori della farmaceutica e delle biotecnologie, ai quali sarà dedicata una sezione del Tub.”. Insomma sembra davvero di assistere ad una sorta di gioco delle parti fra la maggioranza di governo e la stessa amministrazione milanese, con il serio rischio di vedersi sfuggire l’ennesima occasione di contare di più in Europa e di avere un importante ritorno economico, in un momento in cui la crisi economica sta pesantemente incidendo sul tessuto produttivo italiano e del nord in particolare. 

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