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Referendum sul taglio dei parlamentari “Spiegato Bene”

Gli italiani posono decidere il futuro del parlamento al referendum

Referendum sul taglio dei parlamentari "Spiegato Bene"

Il 20 e 21 settembre i cittadini sono chiamati alle urne: si vota per il referendum costituzionale sulla riduzione di un terzo dei parlamentari di Camera e Senato.

È un appuntamento importante, l’opportunità che hanno gli italiani per far sentire la propria voce e per rendere finalmente il nostro Parlamento più efficiente, oltre che allineato per numero di rappresentanti a quelli delle altre più grandi democrazie europee.

Come siamo arrivati al referendum?

La riforma sul taglio dei parlamentari è stata approvata ad ottobre 2019, con ben 553 voti favorevoli, 14 contrari e 2 astenuti: tutti i partiti, dunque, votarono favorevolmente. Era l’ultimo voto, quello della Camera in seconda deliberazione, necessario per l’approvazione del disegno di legge. Quest’ultimo è stato preceduto dai due voti in prima deliberazione di Senato e Camera e da quello in seconda deliberazione del Senato.

La legge sarebbe dovuta dunque entrare in vigore a gennaio 2020, ma nonostante in Aula si fosse raggiunta praticamente l’unanimità, 71 senatori hanno firmato per indire un referendum costituzionale. Ciò è stato possibile perché nel caso di riforme costituzionali, se non si arriva alla maggioranza di due terzi in entrambe le camere, entro tre mesi è possibile richiedere la sotto posizione a referendum costituzionale: il voto in seconda deliberazione in Senato, infatti, non aveva raggiunto i suddetti due terzi.

Il referendum si sarebbe quindi dovuto tenere il 29 marzo 2020. Come sappiamo, l’emergenza Coronavirus ha imposto la necessità di un suo slittamento e la conseguente decisione di spostarlo al 20 e 21 settembre.

Cosa prevede la riforma?

Obiettivo di questa riforma, come già detto, è quello di ridurre il numero di seggi al Parlamento, passando da 630 a 400 alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Allo stato attuale delle cose in Italia abbiamo un parlamentare ogni 64mila abitanti.

Con il taglio, questo rapporto diventerebbe di un deputato ogni 101mila. Un numero finalmente in linea con la media degli altri Paesi dell’Europa occidentale, dato che attualmente l’Italia è il Paese con più rappresentanti eletti in numero assoluto.

Il MoVimento 5 Stelle lo sostiene da anni: il taglio dei parlamentari rappresenta un atto di buonsenso. Il 20 e 21 settembre andiamo tutti alle urne e votiamo sì a questa riforma importantissima per il nostro Paese. #VotaSì

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