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NUOVE PROFESSIONE AL TEMPO DEL COVID

“La capacità di organizzazione è una skill quasi impagabile in questo periodo”, spiega Massimiliano Medri, managing director di Adecco, principale agenzia per la ricerca di lavoro italiana “anche se ritengo che la più importante sia la capacitàdi adattamento.  Un’attitudine che è stata messa a dura prova dalle misure di lockdown. Allentatele quali, ne è convinto il Managing Director di Adecco, al centro del dibattito sul mercato del lavoro tornerà anche il tema della flexicurity. Ovvero della necessità di garantire, allo stesso tempo, flessibilità alle aziende e diritti ai lavoratori. Si tratta, in altre parole, di implementare un modello normativo “in cui vengano coniugate l’esigenza di flessibilità imposta dal mercato e le garanzie di sicurezza e continuità lavorativa di ogni lavoratore”. Anche da qui passa la ripartenza dopo Covid-19. Ed è altresì indubbio che la ripartenza partirà sicuramente dalla innovazione digitale, come questi mesi di lockdown hanno già ampiamente dimostrato. Lcompetenze digitali saranno fondamentali nel corso dei prossimi anni e la chiave di fronte a questo scenario è la formazione, intesa come risposta alla carenza di professionisti digitali. In quest’ottica proprio  Adecco ha lanciato un piano formativo straordinario dedicato alle competenze digitali. Un progetto che, da qui al 2022,coinvolgerà 17mila lavoratori assunti a tempo indeterminato dall’azienda di recruiting e che si pone l’obiettivo di fornire a queste persone le competenze che le aziende richiederanno nel prossimo futuro.

In questo senso forse L’emergenza sanitaria in corso potrebbe avere paradossalmente un effetto positivo di spinta e di accelerazione verso il percorso virtuoso di una maggiore digitalizzazione del paese e delle nuove professioni, riuscendo magari a colmare più velocemente il gap che ancora ci divide dagli altri principali paesi industrializzati. Entrando un po’ più nello specifico sempre restando legati al settore digital, quelle che dovrebbero essere le professioni privilegiati in un prossimo futuro in prima linea ci sono sicuramente tutti quei mestieri legati al settore e-commerce, che durante la pandemia hanno visto una importante crescita, come dimostrato dai conti record registrati dal colosso del settore Amazon. Al termine dell’emergenza, dunque, troveremo senza alcun dubbio un mondo del commercio online e delle consegne a domicilio notevolmente cambiato, e potenziato, che dovrà sapere come sfruttare al meglio la familiarità conquistata con gli utenti nel corso di queste settimane di quarantena. All’orizzonte, insomma, potrebbe comparire l’esigenza di nuove figure professionali in grado di gestire la comunicazione e la pianificazione delle nuove strategie di fidelizzazione.  A questo proposito in grande crescita sembra essere il cosiddetto  fenomeno del social commerce o delle shopping community, e cioè la vendita collaborativa fra gli utenti tramite piattaforme integrate e social network. Secondo il report “ we are social” della societa Hootsuite, la crescita di questo tipo di vendite dovrebbe essere del 55% nel 2020rispetto all’anno precedente. Questo vuol dire che i social e la loro padronanza in ottica di fidelizzazione della clientela, potrebbero dare anche interessanti prospettive professionali future. In Italia esiste da due anni una piattaforma Coinshare, con oltre400.000 aderenti che fa proprio del social commerce e della creazione di una shopping community ( in blockchain tra le altre cose) il suo core business, e offre ai propri utenti la possibilità di potersi creare una vera e propria start up digitale, basata sul commercio online. Secondo i  vertici aziendali proprio nel periodo del lockdown sembra che la piattaforma abbia registrato  record di contati e di affiliazioni. Sempre per rimanere al settore dell’ecommerce,  dovrebbero crescere gli addetti al picking e gestione ordini, coloro che si occupano di analisi e interpretazione dei dati. Ovviamente avranno uno sviluppo tutte quelle professione legate in qualche modo alla sanità digitale e no. La telemedicina per fare un esempio, sarà un ambito che certamente, anche alla luce di quello accaduto con la pandemia, non potrà che avere un forte sviluppo. E perciò serviranno non solo medici, ma anche tecnici, softwaristi e programmatori, per rendere il settore sempre più all’avanguardia ed efficace. Ma anche mestieri meno specialistici saranno sicuramente richiesti nell’ambito sanitario come quello dei magazzinieri farmaceutici, addetti alle pulizie e alla sanificazione, assistenti sociali. Senza contare tutte le professionisti che son o legate al tema della sostenibilità e del green, tendenza già al centro dell’attenzione di aziende ed istituzioni da anni e  che inevitabilmente avrà una ulteriore accelerazione proprio dalle conseguenze derivanti dalla pandemia  Ma tutto ciò sembra essere solo una accelerazione rispetto ad una tendenza che esisteva già prima dello scoppio della pandemia. Secondo un report della società editrice education leader al mondo Pearson, infatti, realizzato lo scorso anno, tra le persone che oggi lavorano, circa il 10% esercita professioni che probabilmente registreranno una crescita in percentuale del totale della forza lavoro. Circa il 20%, invece, svolge professioni che probabilmente subiranno una contrazione.Ciò significa in altre parole, sempre secondo il report, che circa sette persone su dieci, cioè il restante 70%, sono impegnate in attività lavorative di cui semplicemente non sappiamo con certezza che cosa accadrà. La ricerca dimostra come le professioni connesse con le attività creative, il digitale, il design e la progettazione dovrebbero avere prospettive brillanti ed essere integrate e potenziate (piuttosto che sostituite)dalla tecnologia digitale. Il settore dell’architettura e le attività legate al settore green, dal canto loro, dovrebbero beneficiare dalla crescente urbanizzazione e del sempre più pronunciato interesse per la sostenibilità ambientale. È interessante notare che le prospettive della domanda possono variare considerevolmente per alcune categorie dei cosiddetti colletti bianchi che peraltro sembrano molto simili. Per esempio, negli Stati Uniti, le proiezioni riguardanti gli analisti di gestione, gli specialisti della formazione e dello sviluppo, gli specialisti delle relazioni  industriali – tutte occupazioni che dovrebbero trarre beneficio dalla riorganizzazione del lavoro – mostrano una maggiore richiesta di forza lavoro, mentre si prevede un declino per gli specialisti finanziari. Interessante anche il discorso delle possibili nuove tendenze nel food, settore fra i più duramente colpiti dalla pandemia, a parte il delivery che sicuramente avrà un forte sviluppo nei prossimi anni, potrebbero decollare anche in Italia i ristoranti virtuali, cioè quelli che non hanno una sala per gli ospiti e che offrono solo take-away e consegne a domicilio. Anche il settore della mobilità, soprattutto quella sostenibile, potrà rappresentare ed offrirei interessanti opportunità. 

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